Fitoplancon

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I laghi vulcanici appaiono, da un punto di vista paesaggistico, come ambienti lacustri dall’aspetto particolare: ad un primo sguardo, l’occhio dell’osservatore viene immediatamente colpito sia dalla forma caratteristica, che segue il profilo del cratere in cui la massa d’acqua è ospitata, che dalle alte sponde, la cui morfologia conferisce spesso alla conca lacustre l’aspetto di un gigantesco bacile. Tuttavia, la raccolta di un campione d’acqua dal pelago e l’osservazione dei microscopici organismi algali in esso presenti (fitoplancton), non riserva al limnologo o al naturalista le sorprese che forse egli potrebbe attendersi: infatti, in generale, un lago vulcanico non mostra, nell’arco delle stagioni, condizioni fisiche e chimiche estreme, tali da selezionare alcune specie algali in grado di colonizzare solo questo tipo di ambienti lacustri. Al contrario, è molto comune ritrovare, anche in questi specchi d’acqua, specie fitoplanctoniche che colonizzano laghi molto diversi dai vulcanici. È comunque possibile che alcune di queste specie trovino, proprio nei laghi vulcanici, le condizioni ideali per svilupparsi diventando dominanti, grazie alla combinazione ottimale di alcuni parametri fisici e chimici, che si realizza, preferibilmente, in questi bacini.

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Aree Marine Protette: nel 2013 le Isole Egadi si aggiudicano più risorse.
 
Nel 2013 le Isole Egadi si sono aggiudicate più del 7% degli stanziamenti annuali del Ministero dell’Ambiente per la gestione delle Aree Marine Protette. I criteri di riparto, introdotti l’anno scorso dalla Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare per fronteggiare la riduzione delle risorse da attribuire, si basano sul livello di tutela delle Aree Marine Protette, sugli effetti che derivano dall’impatto antropico e sul grado di efficienza gestionale.
L’importo complessivo assegnato per il 2013 alle Aree Marine Protette è di oltre 5 milioni di euro. Dall’analisi dei dati forniti dalle stesse aree marine sono derivate le percentuali che hanno permesso di determinare le somme da ripartire. Oltre alle Egadi, le risorse più consistenti sono state attribuite – in ordine decrescente - a Tavolara, Torre Guaceto, Porto Cesareo e Penisola del Sinis.
I fondi assegnati concorrono alla realizzazione delle attività previste nei piani di gestione standardizzati ISEA (Interventi Standardizzati della gestione Efficace delle Aree Marine Protette) proposti da ogni Area Marina Protetta. L’obiettivo del modello ISEA è elevare gli standard di gestione attraverso una pianificazione preventiva degli obiettivi prioritari, anche in considerazione dei finanziamenti nazionali o comunitari disponibili.
 
Per maggiori informazioni: /home_it/anp/aree-marine-protette/

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